E' in programma per martedì prossimo 30 maggio, alle ore 17.30, alla Caserma Testa Fochi di Aosta, la seconda presentazione del libro "la memoria dell'AOSTA" di Gianfranco Ialongo, organizzata dal Centro Addestramento Alpino e dalla Casa Editrice "Singularis". Nel corso dell'incontro, oltre all'autore, interverranno il Comandante del Centro Addestramento Alpino, Gen. B. Oliviero Finocchio, il Responsabile del Comando Militare regionale della Valle d'Aosta, Col. Guido Dupuis, e l'avvocato Pino Crespi, "ex ufficiale degli Alpini, partigiano e cultore di quell'Alpinità che contraddistingue il popolo che ha prestato servizio nelle Truppe Alpine" come lo definisce lo stesso Ialongo nell'intervista raccolta nel libro. E' inoltre prevista la partecipazione del "Coro Monte Cervino" della Sezione Valdostana dell'A.N.A., mentre al termine sarà effettuata una visita guidata al Sacrario. L'idea della realizzazione de "la memoria dell'AOSTA" nasce dalla tesi di Ialongo, laureato in Storia all'Università degli Studi di Torino. Le 168 pagine della pubblicazione, corredata da oltre 130 fotografie, tracciano la storia degli Alpini attraverso le "memorie" contenute nel Sacrario del Battaglione "Aosta", che - inaugurato il 18 maggio 1940 - proprio in questa occasione è ufficialmente riaperto al pubblico dopo una serie di interventi di ristrutturazione che hanno visto anche il riallestimento dei cimeli. Il libro permette al lettore di ripercorrere oltre un secolo di Storia italiana, dalla nascita del Corpo degli Alpini, avvenuta nel 1872, sino a oggi, e di riscoprire il significato dell'essere Alpino: dalle prime Campagne militari al nuovo secolo e alla Guerra Libica, all'attentato di Sarajevo, allo scoppio della prima guerra mondiale e al suo dopoguerra, al fascismo, alla nascita della Scuola Militare Alpina di Aosta, al secondo conflitto, per arrivare ai giorni nostri che vedono reparti di Alpini presenti in missioni internazionali in varie parti del mondo, dal Kurdistan all'Afghanistan, dal Mozambico al Kossovo, dall'Albania all'Iraq. "La Valle d'Aosta e il Battaglione "Aosta - spiega il Comandante Oliviero Finocchio - costituiscono un binomio inscindibile dal 1886 che testimonia come gli Alpini abbiano rappresentato non solo un modo di fare il militare, ma anche la tangibile espressione della comunità di appartenenza, dimostrando di essere contemporaneamente i soldati del "Qui non si passa" e i modesti e silenziosi protagonisti di straordinarie opere di solidarietà umana. Il Museo-sacrario del Battaglione "Aosta" situato nella storica Caserma Testa Fochi sintetizza compiutamente tutto questo". Il Battaglione "Aosta" - che nacque nel 1886 quale erede del Battaglione "Valle d'Aosta" e il cui primo impiego in battaglia risale al 1896 nella guerra d'Africa - fu l'unico fra quelli Alpini a essere insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare, per le azioni sul Monte Vodice e sul Monte Solarolo. "Con questa pubblicazione - aggiunge il Generale - Ialongo esce dalle mura del Museo e rievoca le vicende dell'"Aosta" e di altri Battaglioni del 4° Reggimento Alpini oramai cancellati dagli organici militari, mettendo mirabilmente in relazione cimeli e documenti con la Storia. Anzi, la costruisce e la rende viva e attuale, prendendo spunto da oggetti e vecchi scritti che, altrimenti, avrebbero significato solo per pochi iniziati". L'opera è già stata presentata nell'ambito della 79a Adunata Nazionale degli Alpini, lo scorso 12 maggio, in occasione della quale l'autore e l'editrice, Christina Sanson, avevano ricevuto un terzo riconoscimento per il lavoro svolto da parte del Comitato organizzatore locale. Parole di elogio sono state, invece, riservate dai relatori della serata. "Essere Alpini - aveva evidenziato il generale Cesare Di Dato, direttore della rivista "L'Alpino" e che ha comandato il Battaglione "Aosta" dal 1970 al 1972 - non vuol dire avere portato il cappello Alpino ma vuol dire sentire quello che si ha nel cuore. Il dottor Ialongo è Alpino, ve l'assicuro, perché sente qualcosa nel cuore. Non c'è bisogno che porti il cappello". "Siamo fortemente contenti della realizzazione de "la memoria dell'AOSTA" - ha detto Carlo Bionaz, consigliere Nazionale dell'A.N.A. - In particolare, ritengo che queste opere debbano essere incentivate non per il solo gusto di scrivere libri e tenerli lì, ma perché attraverso di essi si può commemorare la memoria degli Alpini nella storia e perché passano gli anni e sono sempre meno le testimonianze dirette. Sempre più si sta andando a negare i fatti storici e a mistificare un poco la storia. Questi libri parlano di storia vera, di Alpini, ed è meritorio farli. Per noi Alpini, per il nostro Centro Studi, sono veramente manna. E' una bella opera e, sicuramente, per noi è un grande onore che qualcuno l'abbia scritta". "la memoria dell'AOSTA" è stata stampata dalla Tipografia Testolin di Sarre (Aosta). La progettazione grafica è stata curata da Corrado Parrini, affermato illustratore che collabora per importanti Case Editrici italiane e francesi (sue le copertine per la collana Liala della RCS Libri, per la collana "Gialli Tascabili" e per il romanzo "Il terzo gemello" di Ken Follett editi da Mondadori). |